X CHIUDI
chiudi

oro italia investimenti banco metalli a roma

quotazione oro
quotazione argento
quotazione platino
quotazione palladio

Storia dell'orologio svizzero

Conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, l’orologio svizzero ha una storia con un’appendice del tutto particolare.

Una ribalta conquistata quasi per caso, si potrebbe dire: i primi prototipi di questo strumento sono apparsi a Ginevra verso la metà del XVI secolo.

Nel 1541, Giovanni Calvino attuò delle riforme che vietarono l’utilizzo di gioielli: un colpo durissimo sia per la popolazione che, soprattutto, per gli orafi dei quattro cantoni, i quali trasformarono questo divieto in una nuova attività indipendente, quella degli orologiai.

Già entro la fine del secolo, gli orologi ginevrini balzano agli onori delle cronache per la loro alta qualità e gli stessi artigiani, spinti dal grande successo dell’iniziativa, creano nel 1601 il primo consorzio attivo per raccogliere gli esercenti del mestiere, il Gilda degli orologiai di Ginevra.

L’alta qualità diventa un “must” dell’attività svizzera e, tutt’ora, il settore dei segnatempo rappresenta l’anello principale dell’economia elvetica, dopo l’industria chimica e l’ingegneria. Certo, molte differenze si evidenziano nella produzione attuale rispetto al passato.

Al giorno d’oggi ad un orologio viene richiesta soprattutto la precisione, mentre nel Medioevo le esigenze erano ben diverse: il segnatempo doveva rappresentare un palliativo del gioiello e, in alcuni casi, anche del mobilio d’arredamento.

Non era perciò difficile trovare modelli sfarzosi e dal costo elevato, uno status symbol proprio solo delle classi più agiate.

Il concetto vero e proprio di orologio da polso nasce nel XX secolo, quando cominciano ad apparire i primi modelli incentrati esclusivamente sulla mera funzione di indicare lo scorrere del tempo, nel modo più preciso possibile.

Anche in questo campo la Svizzera non si è fatta trovare impreparata ed è rimasta uno dei maggiori leader mondiali nell’esportazione, concentrata in tre continenti.

I due maggiori clienti sono gli Stati Uniti e Hong Kong, anche se quest’ultimo funge essenzialmente da “tramite” per terzi. Italia, Germania e Francia sono i principali fruitori in Europa.

Tornando a scavare negli archivi della storia, il settore orologiaio ha conosciuto un’importante industrializzazione nel XVIII secolo, quando un giovane orefice di nome Daniel Jeanrichard (1665-1741) ha introdotto la divisione del lavoro, meccanicizzando le procedure di fabbricazione.

Nel 1790 Ginevra era così già in grado di esportare più di 60.000 orologi.

Qualità, tecnologia e precisione sono le principali caratteristiche degli orologi svizzeri: quasi il 90% dei modelli prodotti sono esemplari elettronici, meccanico il restante 10%, che rappresenta però oltre la metà delle esportazioni in termini di valore.

Vengono prodotti orologi in grado di soddisfare ogni richiesta, dal classico a quello tempestato di diamanti, a basso costo o per pochi eletti. Il mercato ad ogni modo è in continuo movimento e la nuova frontiera è quella di far combaciare le dimensioni ridotte con la complessità della funzione, cercando di mantenere bassi i costi senza andare a discapito della precisione e dell’affidabilità.

La sfida con il resto del mondo prosegue imperterrita, ma la Svizzera si dichiara pronta più che mai ad affrontarla.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Newsletter

Ultimi commenti

Questo sito/blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica
nè è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001