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L'orologio da polso

orologi polsoL'orologio da polso nasce agli inizi del XIX secolo grazie a Patek Philippe.

Inizialmente era considerato soltanto per uso strettamente femminile, mentre gli uomini continuavano ad utilizzare quelli da tasca; col tempo iniziarono ad affiorare i vantaggi dall'utilizzo dell'orologio da polso.

Louis Cartier, per esempio, creò un segnatempo appositamente per un amico pilota d'aereo al fine di ovviare al problema di dover ogni volta estrarre l'orologio dal taschino per guardare l'ora. A questo punto si iniziò pian piano a capire che questa tipologia di orologio avrebbe potuto riscuotere un enorme successo.

La spinta finale si ebbe con lo scoppio della Prima Guerra mondiale: i soldati avevano bisogno di un orologio che, oltre ad avere precisione e resistenza, fosse anche a portata di “polso”, da poter guardare con estrema velocità in modo da sincronizzare al meglio le operazioni militari. Fu quindi deciso di produrne in grande quantità in modo che ogni soldato potesse averne uno, sostituendo la diffusissima “cipolla”.

orologio quarzoFinita la guerra, al ritorno delle truppe nelle proprie città d'origine, iniziò a prendere vita la vera e propria diffusione: chi l'aveva indossato non riusciva più a farne a meno e chi non lo possedeva cominciò a desiderare di averne uno. L'orologio da polso divenne dunque d'uso comune. C'era chi produceva gli orologi in grande scala per la medio borghesia ma anche per i meno abbienti, senza dimenticare anche creazioni di lusso per le classi più aristocratiche, con la nascita di marchi prestigiosi come Vacheron & Constatin e Rolex che ancora oggi sono leader nel settore.

Negli anni '50 vi furono molteplici migliorie sia estetiche che meccaniche nella funzionalità dell'orologio da polso, fino al 1957 quando venne alla luce il primo modello a batteria dell'Hamilton Electric 500, e successivamente anche quello a quarzo che però fu messo in commercio solamente a partire dal 1969 da parte della Seiko.

orologio digitaleNegli anni '70 si cercarono anche diverse fonti d'alimentazione, come l'orologio ad energia solare o la carica a movimento oscillante; ma la vera alternativa a quello meccanico fu il Pulsar, un orologio per la prima volta digitale creato da Hamilton ed Electro Data (anche se a dire il vero questa tipologia ancora oggi non è mai decollata del tutto).

Negli anni '80 fu la volta del marchio Swatch (Swiss Watch) per rilanciare l'azienda orologiaia in Svizzera: la particolarità di questi orologi fu un prezzo molto accessibile, che ne portò la diffusione soprattutto tra i ragazzi di giovane età.

orologi polso

Fino ad oggi si sono susseguiti svariati tentativi per creare ulteriori funzionalità sugli orologi da polso, come la radio, la tv o internet, ma a causa dell'ingombro in alcuni casi o della mancanza di spazio per un display dalle fattezze troppo piccole in altri, non hanno avuto il successo sperato. Attualmente quindi il più diffuso resta il classico orologio da polso meccanico, che è ormai parte integrante della nostra quotidianità.

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