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Intervista all'orafo Michele Lo Bianco

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Intervista all'orafo Michele Lo Bianco
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orafo michele lo biancoInformazioni d’Oro ha avuto il piacere e l’onore di intervistare Michele Lo Bianco, talentuoso ed appassionato orafo la cui ultima pregiata creazione è lo spillone che il prossimo mercoledì 21 marzo sarà appuntato sul pallio di Papa Ratzinger.

Abbiamo rivolto alcune domande al nostro amico Michele in merito alle sue creazioni e al mondo dell’oreficeria.

 

Buongiorno Michele, innanzitutto ci preme ringraziarti per la concessione di questa intervista. Siamo in fervida attesa del tuo incontro col Papa e di vedere finalmente il gioiello che hai creato!

Buongiorno e grazie a voi per questa opportunità! Anch’io sono emozionato per l’incontro di mercoledì e onorato del compito che mi è stato affidato.

 

Commissionarti l’ideazione e la creazione di questo gioiello è un’ulteriore riconoscimento alla tua professionalità e al tuo ingegno di orafo. Puoi dirci qualcosa del tuo percorso di studi e dell’apprendimento di quest’arte?

Ho intrapreso questo percorso fin da giovane, lavorando all’interno di una piccola bottega del mio paese, Vibo Valentia, e poi frequentando diverse scuole e stage in rinomate fabbriche valenzane. Nel 1996 sono tornato nel mio paese e lì ho aperto il laboratorio orafo LBM creazioni, che io amo definire una piccola realtà artigiana completamente autonoma e capace di eseguire tutti i processi di lavorazione, dalla ricerca dello stile allo sbalzo e alla modellazione dei gioielli direttamente su metallo.

 

Quindi una realtà che coinvolge l’intero ciclo di nascita e creazione di un gioiello, dall’ideazione alla trasformazione attraverso svariate fasi di lavorazione e modellazione. Sappiamo che LMB creazioni è un’impresa individuale. Come mai la scelta di essere imprenditore unico e non membro di un gruppo di soci?

Posso rispondere con una battuta? Secondo me una società per funzionare deve essere formata da un numero di soci dispari e non superiore a due! Scherzi a parte, preferisco lavorare individualmente perché quando creo un gioiello non voglio avere pressioni, né tantomeno fare a gara col tempo come accade al mercato industrializzato che talvolta sceglie materie prime di qualità inferiore.
Io cerco solo il meglio per le mie creazioni ed è per questo che seleziono personalmente tutti i materiali.

LBM Creazioni

LBM Creazioni - Laboratorio orafo e gioielleria di Michele Lo Bianco

Michele, puoi spiegarci in modo chiaro e completo di cosa si occupa un orafo? Chi è esattamente l’orafo?

Per me l’orafo è un artigiano. È una parola che mi piace perché è semplice, concreta e dal sapore antico. L’artigiano è infatti colui che crea materialmente un oggetto, prima con la testa e poi con le mani. Ha sempre il controllo sul proprio lavoro, lo sceglie, lo studia, ne traccia i contorni e crea pezzi unici. L’orafo è tutto questo ma è anche colui che sa portare avanti la tradizione senza trascurare le innovazioni. Chi crea gioielli non può non prestare attenzione alle nuove tecnologie, ad uno studio attuale e approfondito del design e di tutto ciò che è legato al gusto contemporaneo.
Ma prima di ogni cosa, prima di essere un lavoro, quello dell’orafo è necessariamente una passione. Per me è questo l’elemento fondamentale alla base di ogni creazione di oreficeria: la passione.

 

anello moscaQuello che dici è davvero bello e apprezzabile. Non un lavoro meccanico dettato unicamente dal mercato, bensì una vera e propria passione e dedizione. Ma come nascono questi lavori? Esiste anche in questo campo la fatidica “ispirazione”? Se sì, da dove nasce?

Beh, innanzitutto un gioiello non è semplicemente un oggetto prezioso, né un semplice manufatto. Un gioiello dice tanto di chi lo indossa, di chi lo sceglie, di chi lo regala, perfino di chi lo realizza. Fare gioielli è un lavoro paziente, fatto di attenzione, studio, ricerca, ingegno, ma anche necessariamente di curiosità, passione, empatia. A me piace definirlo un lavoro di mente, di mano e di cuore.
Per quanto riguarda l’ispirazione, sì. Secondo me esiste anche in questo campo. Uno sguardo, una ragnatela, una foglia, una mosca! Qualunque cosa può essere oggetto di ispirazione. La base per un’idea, che si può tradurre in un disegno rapido sulla carta per non lasciarla sfuggire. Dall’ispirazione poi naturalmente si passa alla scelta della pietra poiché è importante saper scegliere la pietra adatta ad un determinato oggetto. Così lo spunto iniziale comincia a prendere forma e nascono i giochi di colore, le ombreggiature, i riflessi della fase di progettazione. Anche la tecnica da utilizzare durante la vera e propria fase di lavorazione del pezzo è una scelta importante che varia a seconda di ciò che si vuole ottenere.



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